viernes, 1 de febrero de 2013

Una storia stravagante VI


I giorni trascorrevano veloci. L’attività a bordo era incessante, ma il volto di Anika rimaneva ancora ben delineato nella sua memoria. Mio nonno voleva saperne più. Il quaderno nero era ben strano e tra le sue pagine si nascondeva una storia tragica, nonostante... l’aprì. Lesse,

Dopo aver assistito a quel funesto spettacolo, Anika era cambiata. In quale modo, non saprei dirlo. Continuava a essere quella ragazza dolce, vivace, che passeggiava dal mio braccio nel giardino durante i caldi giorni d’estate. Il sole illuminava i suoi capelli nella stessa maniera di prima, eppure non era più ella. In un certo senso, Anika rimaneva la stessa; in qualche modo, era tutta un'altra persona. Come spiegarlo? Si direbbe che ci fosse una bestia addormentata nel fondo del suo animo e che, d’improvviso, si fosse svegliata. Era stato Olof chi l’aveva risvegliato. Ora, si affacciava ai suoi belli occhi blu. Era quello sguardo che io non riconoscevo. Non ci credevo. Non volevo crederci, ma era.
Anika era impazzita. A tutte le ore mi chiedeva di andare con lei a vedere il mago. Rimanevamo per ore nel vicolo adiacente al teatro, aspettando inutilmente che il Grande Olof si lasciassi vedere dai suoi ammiratori. Ma, al contrario dai nostri concittadini che affollavano il vicolo, Anika non si accontentava con vedere il mago da lontano. Lei voleva parlarci; voleva conoscerlo; voleva, insomma, scoprire il suo segreto. Pretendeva di me che io, poliziotto com’era, la aiutassi a raggiungere il mago. Chi era quest’Anika? Io non lo sapevo più.

Non potemmo visitare il mago; invece il tempo passato davanti al teatro fu sufficiente per capire che c’era un problema di ordine pubblico. Inoltre, si sentivano gridi sempre più misteriosi che venivano dalla cantina dell’edificio. Prima, acuti strilli inarticolati e un forte strepito e poi, la voce di Olof che urlava alcuna cosa che non potevo capire. Da una parte, occorreva fare qualcosa e, a fin dei fatti, io ero poliziotto. Dall’altra le attività di Olof non erano illegali. Nessuna legge proibiva fare… che cosa faceva Olof? Non riuscivo a definirlo. Non trovavo le parole. Il codice di giustizia non serviva a questo per niente.


Continua…

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Una historia extravagante por carlos Olalla se encuentra bajo una Licencia Creative Commons Reconocimiento-NoComercial-SinObraDerivada 3.0 Unported