jueves, 21 de abril de 2011

Una citazione

Bellissima!


"In mezzo a questo serra serra non possiam lasciar di fermarci un momento a fare una riflessione. Renzo, che strepitava di notte in casa altrui, che vi s'era introdotto di soppiatto, e teneva il padrone stesso assediato in una stanza, ha tutta l'apparenza d'un oppressore; eppure, alla fin de' fatti, era l'oppresso. Don Abbondio, sorpreso, messo in fuga, spaventato, mentre attendeva tranquillamente a'fatti suoi, parrebbe la vittima; eppure, in realtà, era lui che faceva un sopruso. Così va spesso il mondo.... voglio dire, così andava nel secolo decimo settimo."


I promessi sposi (capitolo VIII), Alessandro Manzoni 

sábado, 16 de abril de 2011

il viaggio del pisello (l'ortaggio)

Una volta, c’era un pisello verde che viveva con degli altri piselli verdi all’interno di un baccello verde. Gli esseri umani pensano che tutti i piselli siano uguali; diciamo, una palla verde e rotonda senza capo né coda. Anche i piselli pensano che un essere umano sia uguale a un altro essere umano: una strana massa informe, inespressiva e pallida, quasi senza colore. "Noi piselli’—gli disse il suo professore una volta—‘siamo la cosa più perfetta dell’Universo’—e, quando lui diceva «l’Universo» si riferiva all’orto in cui tutti loro vivevano—, noi piselli siamo al di sopra di tutte le altre creature, perché la forma sferica non ha né inizio né fine". Ma il nostro pisello era un po’ diverso. Non era che la sua forma non fosse perfettamente sferica; ma era il suo pensiero che lo spingeva a dubitare. La vita non poteva esser costretta a restare accanto agli altri piselli per sempre. «Rimanere uniti ci dà forza». Questo lo sapeva, ma lui voleva sapere che cosa fosse al di là del suo orto—‘Sei pazzo?’—risero gli altri piselli—‘Tutti sanno che al di là non c’è nulla’.
Un giorno, il piccolo pisello si armò di coraggio e decise di andarsene via; e così, quasi senza accorgersene, comincio a rotolare la strada. A volte, approfittava del fatto di essere sferico e si lasciava cadere; altre volte, si serviva del vento e dell’attrazione della luna, perché i piselli hanno molt’acqua all’interno e anche lui sentiva che la marea lo portava con sé. Una volta, viaggiò nello zoccolo di un cavallo per chilometri. Il pisello pensava che viaggiare fosse la cosa più splendida del mondo, e ogni cosa che guardava gli pareva essere più bella della precedente. E così, se allontanava sempre più e diceva tra sé, ‘mi fanno pena i miei compagni, che restano al loro posto, attaccati tra loro senza fare niente di interessante mentre credono di essere la cosa più meravigliosa e perfetta dell’Universo’. Ma il pisello cominciava a sentire una sete da morire, oltre a diventare sempre più secco e giallo, fino a che quasi pareva un cece, bruno e grinzoso com’era. Un giorno vide qualcosa che non aveva mai visto in vita sua: uno specchio! Allora, si accorse che era tutto brutto, che la sua gioventù era per sempre rovinata. Si sentì perso nel deserto e cominciò a sentire una grande nostalgia; ma sapeva che non sarebbe tornato a casa mai più. Voleva piangere però, siccome era secco, non aveva lacrime e non poté farlo. Allora ricordò le parole che disse una volta l’impertore Settimio Severo: ‘Sono diventato tutto quel che ho voluto. E mi accorgo che non ne valeva la pena’. E il piccolo pisello viaggiatore diventò il pisello più saggio che sia mai esistito.

FINE